Passeggiata lungo la roggia.

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Si può datare 1454 l’inizio della storia dei fabbri maniaghesi, quando Nicolò di Maniago avvia la derivazione di una roggia dal torrente Còlvera, lungo la quale l’energia dell’acqua alimenta mulini, segherie e alcuni battiferri: qui si costruiscono attrezzi per contadini e boscaioli, coltellacci, nonché spade e altre armi d’asta per la Repubblica di Venezia.
Oggi alla roggia di Maniago viene riconosciuto il proprio tributo storico, nonché la sua valenza come strumento da sempre utile all’agricoltura, portatrice di acqua e quindi di vita.

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“Il percorso” parte dal Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie, segue via Unità d’Italia per giungere in via dei Fabbri dove si può vedere uno degli ultimi battiferri con mulino. Da qui si risale via Molini, fino a raggiunger i Lavatoi. Attualmente il percorso del roiale è stato interrato fino alla filanda (biblioteca civica) dove parte della roggia è diventata arredo urbano e sono visibili i due canali di sfogo e lavoro della ruota idraulica, che forniva energia all’antica filanda. Di qui si può proseguire, sempre costeggiando la roggia, lungo la Val Colvera, verso gli abitati di Frisanco e Poffabro, oppure scegliere un sentiero tra il bosco che conduce a via Giovanni Pascoli, arrivare da qui alle rovine del Castello o rientrare nella Piazza di Maniago.